Trekking Anello delle Alpi Giulie

Tour "Sulle Montagne di Julius Kugy", un trekking ad anello sulle Alpi Giulie di sei giorni, in una natura selvaggia e ancora incontaminata.

Julius Kugy di madre triestina e padre carinziano, in gioventù si appassionò alle montagne grazie ai numerosi soggiorni presso il villaggio natale del padre Lind, vicino ad Arnoldstein, anche se ebbe modo di esplorare gran parte delle Alpi. Dedicò la sua intera carriera alpinistica a scalare le vette delle Alpi Giulie, aprendo non meno di 50 nuove vie assieme a guide locali, note furono la scalata al Jôf di Montasio e quella alla Škrlatica.

Le Alpi Giulie sono il gruppo montuoso più a est delle Alpi, al confine con tre stati: Italia, Austria, Slovenia. Sono caratterizzate dall’imponenza delle pareti dolomitiche e dalla selvaggia natura del territorio sul quale sorgono.

Un trekking ad anello di 6 giorni da Rifugio a Rifugio "sulle tracce di Julius Kugy", un percorso altamente suggestivo che attraversa aspri altopiani rocciosi carsici e raggiunge alcune tra le più importanti cime delle Alpi Giulie: il Jôf Fuart, il Jôf di Montasio, il Monte Canin ed il Mangart.

Informazioni sul trekking Anello delle Alpi Giulie

Il Trekking Anello delle Alpi Giulie è impegnativo, ma altamente suggestivo. Porta ad attraversare altopiani rocciosi carsici, cenge esposte, sentieri attrezzati e ferrate.

La Ferrata "Anita Goitan", una delle più belle e popolari del Friuli Venezia Giulia, traversata per la prima volta dal fortissimo alpinista Emilio Comici, successivamente conclusa nel 1973 e dedicata alla memoria della celebre alpinista e scrittrice Anita Goitan; il Sentiero Attrezzato del Centenario costruito dal C.A.I. di Gorizia nella ricorrenza del centenario della sezione; la salita al Jof Fuart 2666 metri; la Via Ferrata Amalia al Jôf di Montasio e la Via Ferrata Italiana al Mangart.

Il percorso richiede un buon impegno fisico e capacità di muoversi in montagna su sentieri attrezzati, ma la fatica sarà ampiamente ricompensata dai paesaggi selvaggi di un ambiente alpino severo ed affascinante.

Programma e itinerario del trekking

Primo giorno
Da Tolmezzo si parte in auto per Sella Nevea 1122 metri, punto di partenza del trekking, si sale quindi lungo il sentiero di guerra al Passo degli Scalini 2022 metri e si scende al Rifugio Corsi 1874 metri.
Dislivello in salita 900 metri per un tempo di percorrenza di circa tre/quattro ore.

Secondo giorno
Dal Rifugio Corsi si sale per tracce alla Forcella Mosè 2271 metri, si prende il sentiero A. Goitan che conduce in vetta al Jôf Fuart 2666 metri, si torna sul sentiero appena percorso e si prosegue in discesa fino alla Forcella Riofreddo per scendere nel Vallone di Riofreddo, si scavalca infine la Forcella Carnizza 1767 metri e si raggiunge il Rifugio Pellarini 1499 metri.
Dislivello in salita 900 metri per un tempo di percorrenza di circa sette/otto ore.

Terzo giorno
Dal Rifugio Pellarini si sale alla Sella Nabios 1970 metri e si continua lungo il sentiero Carlo Chersi (EE), fino al Bivacco Dario Mazzeni 1630 metri. Si scende decisamente fino all'Alta Spranga 1140 metri, per risalire poi al Bivacco Stuparich 1578 metri, quindi una dolce discesa porta al Rifugio F.lli Grego 1395 metri.
Dislivello in salita 900 metri per un tempo di percorrenza di circa sei/sette ore.

Quarto giorno
Dal Rifugio Grego si torna al Bivacco Stuparich e si sale sotto il ghiacciaio del Montasio 2100 metri, da qui si devia per la Via Ferrata Amalia al Jof Montasio 2753 metri fino a raggiungere il Bivacco Suringar 2430 metri, sempre con tratti di ferrata e difficoltà alpinistiche, per poi scendere al Rifugio G. di Brazzà 1660 metri.
Dislivello in salita 1050 metri per un tempo di percorrenza di otto/nove ore.

Quinto giorno
Dal Rifugio Brazzà si scende a Sella Nevea, da qui per sentiero si sale al Rifugio Gilberti 1850 metri.
Dislivello in salita 750 metri per un tempo di percorrenza di circa cinque/sei ore.

Sesto giorno
Dal Rifugio Gilberti si sale per tracce al ghiacciaio del Canin, si prosegue lungo la Ferrata Julia e si raggiunge la cima del Monte Canin 2587 metri, la discesa avviene lungo la Via delle Cenge, si torna al Rifugio Gilberti e in funivia a Sella Nevea. Fine del Trekking.
Dislivello in salita 750 metri , ore 5/6.

Variante Mangart

Quinto giorno
Dal Rifugio Brazzà si scende a Sella Nevea, transfer ai laghi di Fusine e salita al Rifugio Zacchi 1380 metri.

Sesto giorno
Dal rifugio si scende verso l'Alpe Vecchia per poi prendere il sentiero che porta al Bivacco Nogara 1850 metri, da dove poco dopo inizia la Via Ferrata Italiana al Mangart che termina esattamente sulla linea di confine. Dal termine della ferrata, per cenge e parti attrezzate si sale la Via Normale al Mangart 2677 metri dove la vista spazia a 360 gradi ed è una tra le più belle delle Alpi Giulie. La discesa avviene per la Via Ferrata Slovena fino alla Forcella Lavina e poi tramite sentiero nuovamente al Bivacco Nogara ed al parcheggio.
Dislivello in salita 1300 metri per un tempo di percorrenza di circa otto ore.

Programma soft di tre/quattro giorni e itinerario del trekking

Primo giorno
Trasferimento a Sella Nevea 1122 metri, punto di partenza del trekking. Dal parcheggio degli impianti si percorre il sentiero 625 che si snoda inizialmente in un bel bosco di abeti e larici, per lasciare spazio ad ampi prati che regalano splendidi scorci della vallata e dei gruppi del Canin e Mangart, Jalovec. Si sale di quota lungo il sentiero di guerra fino al Passo degli Scalini 2022 metri e successivamente in regolare discesa fino al Rifugio Corsi 1874 metri.
Dislivello in salita 900 metri per un tempo di percorrenza di circa tre/quattro ore.

Secondo giorno
Dal Rifugio Corsi si prende il sentiero 625-627, dopo una decina di minuti si incontra un bivio e seguendo il 627 che si lascia tagliando verso destra in direzione Forcella Riofreddo 2180. Il sentiero prosegue sotto la Cima di Riofreddo fino all'imbocco di una gola detritica da percorrere fino a raggiungere la stretta Forcella di Riofreddo, dove una targa indica l'inizio del Sentiero Attrezzato Anita Goitan. L'Anita Goitan inizia dapprima su facili roccette, e prosegue poi su bellissime cenge mai eccessivamente esposte, che portano in costante e leggera salita a tagliare trasversalmente la Cima di Riofreddo fino ad uno stretto canale, dove la via normale sale alla vetta della cima. Superato lo stretto canale, tenendo sempre la sinistra, si trovano alcune comode cenge alternate ad un paio di colatoi, anche profondi ma ben attrezzati con cavi metallici e staffe, che aiutano ad aggirare un paio di torrioni, ivi comprese La Torre e L’Alta Madre dei Camosci. Proseguendo dritti si salgono ulteriori 50 metri di dislivello e dopo aver percorso trasversalmente il prato pensile delle pendici meridionali del Jôf Fuart si incontra sulla nostra destra il segnavia per la via Normale al Jôf Fuart. La si percorre lungo ripidi pendii di roccette verdi e sfasciumi sino al roccioso crestone che conduce alla vetta Jôf Fuart 2666 metri. Si ridiscende al bivio in direzione meridionale lungo il sentiero che dopo alcuni ripidi canali attrezzati porta alla Forcella Mosè 2271 metri. Giunti alla Forcella Mosè, si può scegliere se proseguire il Sentiero Attrezzato Anita Goitan in direzione della Cima Castrein, con le sue numerosissime postazioni militari o ridiscendere lungo il sentiero che porta al Rifugio Corsi. Si risale quindi verso le Cime Castrein, che si raggiungono superando prima alcune rocce attrezzate e in seguito ripidi pendii erbosi e rocce. Guadagnata una facile cresta si incontra ad ogni passo cio' che resta delle postazioni e dei camminamenti risalenti alla Grande Guerra. La discesa alla Forcella Lavinal dell’Orso 2271 metri segue una traccia di sentiero fra verdi pendii in discesa fino a ritrovare il segnavia che conduce al Rifugio Corsi.
Dislivello in salita 900 metri per un tempo di percorrenza di circa sette/otto ore.

Terzo giorno
Dal Rifugio Guido Corsi si risale in direzione dello Jôf Fuart fino al bivio per  Forcella di Riofreddo 2180 metri e Forcella del Vallone 2180 metri. Si prosegue verso quest'ultima lungo il sentiero che a mano a mano diviene più ripido e ghiaioso fino ad arrivare al Sentiero Attrezzato del Centenario. Questa via Ferrata, si sviluppa lungo le creste dentate delle Cime Piccole di Riobianco 2206 metri. Dopo una cengia si entra in una tortuosa e angusta galleria militare scavata durante la Grande Guerra nella roccia della parete della Cima delle Forcelle. Una scala permette di fuoriuscire dal cunicolo sul versante meridionale. Si evita la cima e si scende con l'aiuto di scale e cavi a un profondo intaglio. Una breve risalita e il successivo canalone permettono la discesa alla Forcella Alta di Riobianco 2150 metri. La discesa prosegue lungo un canalone sassoso che in circa 20 minuti raggiunge il Bivacco Gorizia 1950 metri. Si scende ancora nel Vallone di Riobianco fino al bivio con il sentiero 630-625. Si lascia il sentiero 630 e si prende il 625 che porta diretti all'ex Rifugio Brunner 1432 metri. A questo punto non rimane che la discesa nella Val Rio del Lago lungo il sentiero 625 che si mantiene sulla sinistra ortografica del Rio Bianco fino alla rotabile nei pressi del ponte sul canale della trincea, punto in cui termina il trekking. Con un transfer si torna a Sella Nevea.
Dislivello in salita 300 metri per un tempo di percorrenza di circa cinque ore.

Quarto giorno,  facoltativo 
Da Sella Nevea, si sale al Rifugio Gilberti 1850 metri in funivia. Dal Rifugio Gilberti si sale per tracce al ghiacciaio del Canin, superando gli altipiani carsici dove sono ubicate alcune delle grotte più profonde del mondo, si prosegue lungo la Ferrata Julia e si raggiunge la cima del Monte Canin 2587 metri. Dalla cima il panorama si estende a 360° sulla Slovenia, l’Austria, le Dolomiti ed il mare. Dalla cima la discesa avviene lungo la via delle Cenge, un sentiero molto esposto con poche attrezzature o lungo la cresta di confine italo slovena, fino a Forca Prevala, per poi tornare al Rifugio Gilberti e in funivia a Sella Nevea per la fine del Trekking.
Dislivello in salita 750 metri per un tempo di percorrenza di circa cinque/sei ore.

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