Cosa Sapere di Cortina

GEOLOGIA 
Le Dolomiti 250 milioni di anni fa erano un insieme di conchiglie, coralli e alghe immerse in un mare tropicale. Emerse 70 milioni di anni fa, lavorate dal tempo e dagli agenti atmosferici, rappresentano oggi un magnifico tesoro geologico e ancor oggi in alcune zone rocciose si possono vedere reperti fossili di animali incastrati nelle rocce. 

Queste montagne prendono il nome dal naturalista francese Déodat de Dolomieu, che nella seconda metà del 18°secolo, per primo, studiò il particolare tipo di roccia predominante in questa regione battezzandola “dolomia”. Si tratta infatti di un carbonato doppio di calcio e magnesio MgCa(CO3)2, non di semplice carbonato di calcio (CaCO3) come nel caso del comune calcare.  Il minerale dona alle montagne una particolare tonalità chiara, motivo per il quale le Dolomiti prendono anche il nome di “Monti pallidi”.

Al sorgere del sole e soprattutto al tramonto, la dolomia assume un colore dal rosato al rosso fuoco: il fenomeno, le cui variazioni di tinta sono dovute alle diverse posizioni del sole durante l'anno e alle condizioni dell'atmosfera, è detto Enrosadira, ed è particolarmente visibile nelle sere e nelle mattine d'estate.

Le Dolomiti dal 2009 sono montagne tutelate dall’UNESCO e dal Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo.

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STORIA DI CORTINA 
Quella che avvolge Cortina d’Ampezzo é una storia che si perde nella leggenda tra avvicendamenti di antichi romani e popolazioni barbare.

Paese di allevatori, Cortina d’Ampezzo deve il suo sviluppo allo sfruttamento delle foreste e al commercio del legname. Per la sua posizione geografica di frontiera fu annessa alla Serenissima Repubblica di Venezia prima e poi, per ben 400 anni, all’Impero Austro-Ungarico.

Dalla metà del 1800, grazie alle ferrovie che portavano nella Conca ricchi viaggiatori anglosassoni, tedeschi e russi, Cortina d’Ampezzo andò trasformandosi nella vera capitale delle Dolomiti e nacquero grandi alberghi e le prime strutture sportive e turistiche.

II primo Conflitto Mondiale del 1914-18 fu l'evento storico che più di ogni altro sconvolse il territorio, tanto che molti dei versanti dolomitici che circondano la valle ampezzana ne portano ancora oggi i segni tangibili. Cortina passa al Regno d’Italia nel 1918, successivamente alla sconfitta dell'esercito Austro - Ungarico, la seconda guerra mondiale provoca meno disastri e lascia meno tracce; nel dopoguerra, grazie all’assegnazione delle Olimpiadi a Cortina, l’economia turistica esplode e si entra nella storia moderna.

La valle d’Ampezzo e Cortina sono spesso stati scelti da registi  e sceneggiatori  per la realizzazione di pellicole cinematografiche per l’ineguagliabile bellezza e singolarità dei paesaggi montani. I film di maggior successo sono stati: Cliffhanger di Renny Harlingen con Sylvester Stallone (1993), la Pantera Rosa (1963), con David Niven e Peter Sellers; Mercoledì delle ceneri (1973), con Elizabeth Taylor ed Henry Fonda; il celeberrimo episodio della saga di James Bond Solo per i tuoi occhi (1981), con Roger Moore; Il colonnello Von Ryan (1965), con Frank Sinatra; L'orso (1988) di Jean-Jacques Annaud; Ladyhawke (1985), con Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer e Il grande silenzio (1968), con Jean-Louis. 

La  popolazione attuale  di Cortina d'Ampezzo è di  circa 6.000, abitanti ma raggiunge le 50.000 presenze in alta stagione grazie alle presenze. La Regina delle Dolomiti ha saputo però conservare molto bene nel tempo il suo ricco patrimonio di tradizioni: ne sono testimonianza l’ordine e il rigore che hanno regolato la crescita edilizia nel rispetto del territorio; l’uso del tradizionale costume femminile ricco di colori e la consuetudine al dialetto ladino dalle dolci inflessioni.

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PRIMA GUERRA MONDIALE 1914-18
Sulle montagne di Cortina d'Ampezzo è stata scritta una triste parte della Prima Guerra Mondiale. Questo evento storico ha sconvolto il territorio ampezzano il quale, allo scoppio del conflitto, si trovava ancora sotto il potere asburgico.

Oltre ai monumenti eretti in ricordo dei caduti, come I’Ossario di Pocol, sulle montagne ci sono numerose testimonianze di quello che fu il fronte tra Austria e Italia: gallerie e trincee, fortini e postazioni, strade e camminamenti sono solo alcuni esempi di quello che si può incontrare in una gita nella Valle d’Ampezzo. Alcuni dei luoghi che costituirono lo scenario dei combattimenti tra gli eserciti, sono stati in parte restaurati e trasformati in testimonianze vive della Grande Guerra.

II restauro dell’archeologia bellica, cui hanno partecipato anche gli eserciti dei paesi che dal 1915 al 1918 si sono combattuti su queste stesse montagne, ha portato a realizzare quello che oggi è il più esteso museo all'aperto dedicato al primo conflitto mondiale.

Nell’area del Passo Falzarego, compresa tra il Lagazuoi e le 5 Torri, a pochi passi dai rifugi e dalle palestre di roccia, con l'eventuale ausilio di moderni impianti di risalita o con brevi camminate, e ora possibile avvicinarsi e conoscere le gallerie di guerra del Lagazuoi, le trincee e le postazioni all'aperto delle 5 Torri, il Museo all’aperto del Sas de Stria o visitare il restaurato Forte Tre Sassi in Valparola che ospita il Museo della Grande Guerra.

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OLIMPIADI 1956
La notorietà mondiale di Cortina d’Ampezzo la deve anche in occasione delle Olimpiadi Invernali del 1956, quando i Giochi Olimpici sono stati  trasmessi in diretta televisiva per la prima volta in Italia e sempre per la prima volta nella storia  durante la cerimonia di apertura, il giuramento degli atleti venne pronunciato da una donna. Oggi si può visitare il grande trampolino Italia, lo stadio del ghiaccio e la pista da bob intitolata al grande atleta cortinese Eugenio Monti.

IL PARCO NATURALE DELLE DOLOMITI AMPEZZANE 
Istituito il 22-3-1990  il Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo si estende su un'area di 11.200 ettari a nord del centro abitato di Cortina, al confine del Veneto con l'Alto Adige, nel cuore delle Dolomiti orientali. Gli animali selvatici che dominano i boschi e i monti sono i caprioli, il cervo, il camoscio e lo stambecco, mentre per il momento non risultano  insediamenti stanziali di orsi o branchi di lupi.  Altri animali noti: marmotta, scoiattolo, volpe, tasso ,lepre, ermellino, aquila reale, gufo reale, gallo cedrone e forcello, avvoltoio degli agnelli e pernici.

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STORIA DELL’ALPINISMO E VIE FERRATE 
Fu l’austriaco Paul Grohman, accompagnato dalle Guide Ampezzane a scalare per primo le cime più alte delle Dolomiti nel 1843. Pochi anni dopo, a conquistare le montagne per pareti più difficili e verticali, fu Angelo Dibona arrampicatore di straordinaria capacità definito da molti un fuoriclasse dell’arrampicata, che esplorò anche le montagne svizzere, austriache, francesi e inglesi. Oggi in sua memoria è dedicata la piazza centrale e una sua statua é visibile sotto al campanile.

Altro alpinista ampezzano da ricordare é Lino Lacedelli, conquistatore del K2 assieme ad Achille Compagnoni nel 1954.

Molto note e frequentate sono le vie ferrate, dei percorsi che salgono lungo una parete rocciosa più o meno impegnativa definite in: ferrata facile, ferrata media e ferrata impegnativa. 

Queste vie sono attrezzate da una corda metallica ancorata nella roccia tramite speciali chiodi. Questo sistema fa in modo che colui che vuole salire la parete  ha la possibilità di agganciarsi  alla corda metallica tramite una imbracatura, cordini e moschettoni indossati al proprio corpo proteggendolo da una eventuale caduta. Nella sola zona di Cortina ci sono ben 30 vie ferrate tutte perfettamente percorribili e sicure.  Le vie ferrate nascono per la maggiore con il  ripristino dei percorsi storici della Grande  Guerra 1914-18, mentre, la prima via ferrata di Cortina  venne attrezzata alla fine del 1800  detta " scala del Minighèl. 

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